Il Senato ha approvato la legge di delegazione europea che contiene anche il recepimento della modifica allo status di protezione del lupo. Il passaggio era atteso: già nel 2025 l’Unione europea aveva deciso di ridurre il livello di tutela della specie nella Direttiva Habitat, portandola da “rigorosamente protetta” a semplicemente “protetta”. La Camera aveva approvato il provvedimento in prima lettura lo scorso 3 dicembre.

Ma cosa cambia davvero in Italia? Quel che va sottolineato anzitutto è che il declassamento non significa un via libera indiscriminato agli abbattimenti, ma modifica le procedure con cui gli enti territoriali possono intervenire nella gestione della specie.

Con l’approvazione della legge di delegazione, il Governo è ora delegato ad adottare uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni della Direttiva (UE) 2025/1237 del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il livello di protezione.

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L’iter per procedere agli abbattimenti potrà diventare più snello attribuendo un ruolo maggiore alle Regioni, mentre resterà obbligatorio il parere dell’Ispra, anche se non vincolante. Di fatto, le Regioni avranno maggiore potere decisionale, adattando le misure alle specificità del territorio. Prima del declassamento, l’abbattimento era invece una “soluzione eccezionale”, in deroga ai divieti previsti e con l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente.