"Il voto definitivo espresso dall'Aula del Senato" sul declassamento della tutela del lupo "dovrebbe essere adesso associato a un piano strutturato, che manca da oltre 15 anni in Italia".

Lo rileva Valeria Salvatori, ricercatrice e responsabile del Progetto Ue Life Wild Wolf, in una nota.

"Quando si parla di tutela della biodiversità e di protezione di una specie importante come il lupo, le decisioni dovrebbero essere prese nell'ambito di una strategia a lungo termine, supportate da dati completi e piani integrati - spiega - Il tema della tutela del lupo è molto serio e complesso, così come della coesistenza con le attività umane, ma per non perdere il prezioso lavoro fatto in questi decenni, grazie al quale il lupo da specie quasi estinta è tornato a popolare la nostra Penisola bisogna mantenere saldi tre cardini: continuare a muoverci nel perimetro e nel rispetto della normativa comunitaria, investire maggiormente in programmi di monitoraggio e con trasparenza condividerne i risultati, rafforzare l'impegno nella valutazione dell'efficacia dei prelievi per la soluzione di situazioni critiche.

È importante - osserva Salvatori - che la decisione presa dal Parlamento venga accompagnata da misure tecniche che garantiscano la risoluzione dei complessi esistenti come quello degli esemplari confidenti o delle predazioni, e non rappresenti solo una decisione politica presa sull'onda emotiva".