"Ingiustizia è fatta".

Così l'Ente nazionale protezione animali all'indomani del via libera del Senato, nell'ambito della legge di Delegazione europea, al declassamento del lupo.

"La riduzione del suo grado di tutela, da 'rigorosamente protetto' a 'protetto - spiega l'associazione animalista - è una misura priva di giustificazioni reali, se non quella di tentare di compiacere una parte degli allevatori: quelli che ancora non fanno uso attento e sistematico dei metodi di prevenzione delle predazioni, ma che non trarranno alcun reale giovamento da eventuali uccisioni".

Secondo l'Enpa, "è grave constatare che sia stato un voto ideologizzato, che non tiene conto delle posizioni di gran parte del mondo scientifico, preoccupato per lo status del lupo in Italia: una popolazione ancora vulnerabile.

Non ha contato il peso dell'ibridazione, che riguarda quasi la metà dei lupi nel nostro Paese; non ha contato il bracconaggio, che ne colpisce oltre il 10% ogni anno".