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Negli ultimi mesi a Livigno, in provincia di Sondrio, un gruppo di agricoltori, allevatori e volontari ha installato trappole per catturare più marmotte possibili. Ne sono state prese cento. Dopo averle fatte visitare, misurare e numerare dai veterinari, le marmotte sono state spostate in altre valli. La cattura fa parte di un piano di tutela portato avanti dalla provincia di Sondrio, pensato per tenere sotto controllo la diffusione di questo animale che rischia di creare danni.
Le marmotte sono roditori che appartengono alla famiglia degli sciuridi, la stessa degli scoiattoli. Sono lunghe tra i 50 e i 70 centimetri, con una coda che può arrivare a 20 centimetri, e variano molto il loro peso nel corso dell’anno: passano dai circa 3 chili di quando si svegliano dal letargo ai circa 7 della fine dell’estate, dopo aver accumulato riserve di grasso per l’inverno. Vivono in una quota compresa tra i 1.500 e i 3.000 metri, dove ci sono pochi alberi e dove prevalgono invece erba e massi che offrono protezione. A Livigno sembra che abbiano trovato il loro habitat ideale, considerato che negli ultimi anni si sono riprodotte molto.
La provincia di Sondrio le cattura e le sposta principalmente per i rischi legati alle loro tane. Le marmotte infatti scavano gallerie profonde fino a 3 metri dove si raggiunge una temperatura stabile, mai sotto lo zero. D’inverno, quando vanno in letargo, si raggruppano nella stessa camera della tana, scaldandosi a vicenda.






