di
Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio
Gli aggressori, fuggiti in treno, sarebbero appartenenti alle pandillas, le gang latine che negli ultimi due decenni sono state protagoniste di violenze e omicidi a Milano. Gruppi come la Mara Salvatrucha o i Latin king, già più volte colpiti da operazioni e arresti
L’assalto a coltellate e cocci di bottiglia. Il sospetto di un agguato di una banda di «Latin king» per marcare il territorio. Sui binari della stazione Certosa, colpito con più di venti coltellate, rimane Gianluca Ibarra Silvera, 22 anni, nato a Milano da genitori di origini ecuadoriane, casa a Segrate. Sul corpo, soprattutto nella zona della gambe, una serie di ferite. Quella più profonda gli avrebbe lesionato l’arteria femorale. Un colpo mortale, nonostante il disperato tentativo dei medici del Fatebenefratelli di salvargli la vita. La morte poco dopo l’arrivo in ospedale, nella nottata tra martedì e mercoledì.
Ad aggredire il 22enne, il fratello 20enne Gianfranco e un amico 33enne, sarebbero stati nove-dieci ragazzi, anche loro di origini sudamericane, tra i quali potrebbero esserci alcuni minorenni. Ma soprattutto, secondo i primi riscontri delle indagini della squadra mobile, guidata da Alfonso Iadevaia e coordinata dal pm Elio Ramondini, del gruppo degli aggressori farebbero parte appartenenti alle pandillas, le gang latine che negli ultimi due decenni sono state protagoniste di violenze e omicidi a Milano. Gruppi come la Mara Salvatrucha, di origine salvadoregna, o i Latin king, già più volte colpiti da operazioni e arresti.











