Assunzioni formalizzate per gli amici di letto e di partito, con pubblici ufficiali che avrebbero sfruttato il proprio ruolo per soddisfare interessi privati, elargendo risorse pubbliche per erogare stipendi al proprio cerchio magico, violando norme che disciplinano il reclutamento ed il conferimento di incarichi in società a controllo pubblico. Con un tornaconto personale, viaggi e trasferte messi sul conto della Regione e favori in Resort in cambio dell’aiutino per ottenere fondi pubblici. Arriva una nuova richiesta di rinvio a giudizio per il super dirigente della Regione Domenico Maria Pallaria, 66 anni, domiciliato a Lamezia Terme, coinvolto insieme ad altri 25 imputati tra dirigenti regionali, professionisti, politici e due finanzieri nell’inchiesta che ruota intorno ad un sistema illecito stabile e strutturato, attivo su più livelli amministrativi, in particolare nei settori dell’urbanistica, dell’edilizia, della protezione civile e della pianificazione territoriale.
Le parti offese
Una nuova richiesta di rinvio a giudizio, scevra di alcuni capi di imputazione ormai prescritti, resasi necessaria dopo che in aula, nel corso dell’udienza preliminare l’avvocato difensore Aldo Ferraro aveva eccepito la nullità dell’avviso di conclusione delle indagini per difetto dell’interrogatorio richiesto e non avvenuto e gli atti erano tornati in Procura. Adesso il sostituto procuratore Marco Petrillo, che ha individuato tra le parti offese anche la Regione Calabria, l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dell’interno, ha proceduto a fa notificare una nuova richiesta di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare inizierà il 23 giugno per essere nuovamente riunita alla posizione di altri 24 imputati (LEGGI)








