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il caso
di Salvatore Ferro
23 Giugno 2026, 06:45
E tre, quasi quattro. Con un deputato regionale chiamato in causa, che ora avrebbe un nome, quello del forzista Marco Intravaia. Dopo l’emersione del primo caso nella storia di Amat di destinazione in ufficio come impiegato amministrativo di un autista, presunto parente stretto dell’onorevole, giudicato inidoneo malgrado la fresca assunzione e la giovane età, più un collega che però - caso non meno inedito, comunque - aveva maturato almeno sei anni di guida, di caso ne spunta un altro. E ce ne sarebbe un quarto, ma “in pectore”, alla voce assegnazione provvisoria, insieme alla decina di inidonei nelle varie qualifiche (una ventina compresi gli ausiliari) che attendono una collocazione definitiva nei corridoi degli uffici. A sedere in ufficio definitivamente, intanto, è ancora un autista, anch’egli giovane, vincitore di concorso, dichiarato inidoneo a pochi mesi dall’assunzione. Attenzione, nomi estratti non dalla lista dei settanta inidonei sfornati ad aprile e balzata alle cronache, ma da quella che si può considerare la madre di tutte le delibere più recenti sul punto, che è di settembre dell’anno scorso.







