Giuseppe Borrelli

Un presunto sistema corruttivo radicato nella macchina amministrativa del Comune di Reggio Calabria è stato ricostruito dalla Procura attraverso un’indagine che ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari. Secondo gli inquirenti, dietro la gestione di appalti e pratiche amministrative si sarebbe consolidata una rete fatta di favori, denaro in contanti e funzionari infedeli.La procura della Repubblica di Reggio Calabria ha disposto quattro misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta su presunti episodi di corruzione che delineerebbero un vero e proprio “sistema” all’interno della struttura comunale.Al centro dell’inchiesta c’è Arturo Arcano, dipendente del settore grandi opere e lavori pubblici del Comune, arrestato e ritenuto figura centrale del presunto sistema corruttivo. Per l’imprenditore Demetrio Cama, per il dipendente comunale Giancarlo Cutrupi e per l’imprenditore Antonio Scopelliti sono stati disposti gli arresti domiciliari. È stato inoltre ordinato il sequestro delle quote societarie delle aziende coinvolte, Ecolog e AS Costruzioni Srl.

Il contesto investigativoNel corso della conferenza stampa in questura, il procuratore capo Giuseppe Borrelli ha spiegato che l’indagine non nasce in modo isolato, ma si inserisce in un filone investigativo più ampio su ulteriori fenomeni criminali in fase di accertamento.Alle attività investigative hanno collaborato la Squadra Mobile, il servizio centrale operativo della polizia di Stato e il nucleo investigativo della polizia municipale.Nessun coinvolgimento politicoBorrelli ha chiarito che non risultano coinvolti esponenti politici dell’amministrazione comunale. Le indagini riguardano esclusivamente la struttura tecnica del Comune.Secondo gli inquirenti, proprio in quella struttura si sarebbe consolidato un meccanismo sistematico caratterizzato da controlli carenti e procedure accelerate in cambio di utilità.Gli appalti alla società EcologIl primo filone riguarda la società Ecolog dell’imprenditore Demetrio Cama, che tra il 2022 e il 2025 avrebbe ottenuto cinque affidamenti diretti per servizi come rifiuti, gestione del lido comunale, cimiteri e discarica di Longhi-Bovetto.Secondo l’accusa, gli affidamenti sarebbero avvenuti senza adeguate verifiche sull’esecuzione dei lavori. In questo contesto, Arcano avrebbe agevolato iter burocratici e pagamenti, intervenendo anche su blocchi amministrativi e fiscali.Un ulteriore episodio riguarda il dipendente comunale Giancarlo Cutrupi, per il quale una videoregistrazione avrebbe documentato la consegna di mille euro in contanti come compenso per l’accelerazione di una pratica amministrativa.Il caso del cinema OrchideaIl terzo filone riguarda i lavori di riqualificazione dell’ex cinema Orchidea, destinato a diventare museo comunale, per un appalto superiore ai due milioni di euro. Le indagini avrebbero documentato la consegna di denaro ad Arcano: il 22 maggio 2025 il funzionario sarebbe stato ripreso mentre contava circa duemila euro in banconote da cinquanta euro, consegnate dalla AS Costruzioni Srl dei fratelli Scopelliti.Secondo l’ipotesi accusatoria, in cambio avrebbe fornito informazioni riservate, sollecitato pagamenti e suggerito modifiche progettuali.Alcune intercettazioni evidenzierebbero, secondo gli inquirenti, una logica consolidata di gestione degli incarichi basata su divisioni illecite dei compensi o sulla necessità di “agganci” per ottenere vantaggi.In una conversazione, un imprenditore afferma: “Cinquant’anni che lavoro, so come vanno le cose”, lasciando emergere una percezione diffusa di pratiche consolidate nel settore.Il procuratore ha invitato gli imprenditori a denunciare eventuali episodi di ostruzionismo o corruzione, sottolineando che la Procura è aperta a ogni segnalazione.Ha inoltre ringraziato le forze investigative per il contributo fornito, ribadendo la necessità di reprimere con decisione fenomeni che, secondo il giudice per le indagini preliminari, configurerebbero un sistema corruttivo strutturato e articolato.