“Sono anni che sono in questo ambiente, so come funziona”. È una delle frasi intercettate dagli investigatori nel corso dell’inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica di Reggio Calabria sulla presunta rete di corruzione legata alla gestione degli appalti pubblici e al rilascio di autorizzazioni amministrative al Comune.Secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile, supportata dagli specialisti del servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine inviati da Roma, che hanno contribuito al puntuale e approfondito svolgimento dell’attività investigativa avviata nel 2022 e proseguita fino all’ottobre 2025, un imprenditore avrebbe consegnato una busta contenente mille euro presso un ufficio del settore appalti pubblici del Comune di Reggio Calabria.Il blitz è scattato questa mattina, quando la polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli. Quattro le persone coinvolte: due dipendenti comunali e due imprenditori reggini, amministratori di società finite sotto sequestro.Per uno degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre gli altri tre sono stati posti agli arresti domiciliari.Gli episodi contestati riguarderebbero presunti casi di corruzione collegati alla gestione di appalti pubblici e al rilascio di autorizzazioni in favore degli imprenditori coinvolti.In carcereArturo Arcano, dipendente pubblicoAi domiciliariGiancarlo Cutrupi, dipendente pubblicoDemetrio Cama, imprenditore della EcologAntonino Ottaviano Scopelliti, imprenditore della AS Costruzioni
"So come funziona", appalti e presunte mazzette al Comune di Reggio Calabria: i nomi degli arrestati
Il procuratore Giuseppe Borrelli nel corso della conferenza stampa: "Nessun politico dell'amministrazione coinvolto"










