È l'esecutivo al contempo più virtuoso e più fragile d'Europa; ha ottenuto i migliori risultati economici, ma è tormentato da una scia di guai giudiziari che travolgono non il premier, ma chiunque gli stia attorno: la moglie, il fratello, da ultimo il predecessore Zapatero. Perquisita la sede del partito socialista. Sánchez difende tutti, respinge l'ipotesi di voto anticipato: gli avversari lo assaltano, gli alleati per ora ancora lo sostengono

La Spagna si trova di fronte a uno dei più classici dilemmi di filosofia politica: quello di un governo che ha raggiunto grandi risultati politici – dalla crescita economica alla gestione dell’immigrazione, passando per l’innovazione tecnologica – eppure è immerso in una classica questione morale, in un moltiplicarsi di accuse di corruzione che coinvolgono alcuni dei più stretti collaboratori del premier Pedro Sánchez, la moglie, il fratello e il predecessore socialista José Luis Rodríguez Zapatero.