Il mito della sinistra europea Pedro Sanchez, presidente del governo spagnolo, nel 2016 era stato cacciato dalla presidenza del Psoe dai baroni del suo partito, dopo l’ennesima sconfitta elettorale, e decise di riconquistare il partito ripartendo dal basso. C’è una foto iconica dove si vedono quattro persone in un’utilitaria: Sanchez e i suoi tre più stretti collaboratori, Koldo, Cerdan e Abalo, che partono in un lungo viaggio tra le sezioni del Psoe. Sanchez vinse il congresso nazionale tornando al vertice nel 2017, poi si venne a sapere truccando il voto di molti congressi provinciali. Dei quattro di quella foto l’unico in libertà è Sanchez, gli altri tre sono in galera per corruzione e rischiano tra i venticinque e i trenta anni. Fermo restando il doveroso garantismo per gli indagati, immaginate fosse successo qualcosa di simile a Meloni con Crosetto, Mantovano e Lollobrigida in galera? Imputati sono anche il fratello di Sanchez e la moglie. Il primo è accusato di malversazione, traffico di influenze e abuso di ufficio: era stato nominato dirigente culturale al comune di Badajoz senza concorso e si è scoperto che non era mai entrato in ufficio. La moglie è accusata di corruzione, rinviata a giudizio la settimana scorsa.