A Roma il premier spagnolo vede il papa proprio mentre a Madrid infuria la bufera per le indagini che accerchiano il Psoe, nel cui quartier generale sono arrivati gli agenti della Guardia civil. E al Partito Popular che chiede di tornare alle urne, il capo del governo risponde: «Arriverò alla fine della legislatura»Madrid e Roma sembravano due universi paralleli per la politica spagnola. Mentre nella madrilena calle Ferraz, gli agenti della Guardia civil entravano nella sede del Psoe, Pedro Sánchez si riuniva in Vaticano con papa Leone XIV per preparare la visita del pontefice in Spagna e confermare quella sintonia sui temi per cui il premier spagnolo è diventato un riferimento sulla scena progressista internazionale: la difesa del multilateralismo, il no alle guerre, le politiche sull’immigrazione. MentrePer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Mariangela PaoneReporter internazionale. Ha sviluppato gran parte della sua carriera in Spagna, dove ha lavorato a lungo per il quotidiano El País, della cui Scuola di giornalismo è stata docente per 12 anni. Ha collaborato con varie testate internazionali e coperto i principali avvenimenti europei degli ultimi vent'anni: dalla crisi dei rifugiati alla guerra in Ucraina, all'auge dell'estrema destra. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia è “Sospesa” (Add Editore).
Spagna, Sánchez è un leader in trincea. «Difendo Zapatero, no al voto anticipato»
A Roma il premier spagnolo vede il papa proprio mentre a Madrid infuria la bufera per le indagini che accerchiano il Psoe, nel cui quartier generale sono arrivati gli agenti della Guardia civil. E al Partito Popular che chiede di tornare alle urne, il capo del governo risponde: «Arriverò alla fine della legislatura»












