L’Article Iv del Fondo monetario internazionale bacchetta l’Italia: "La recente riduzione generalizzata delle accise su diesel e benzina, attuata per attutire l'impatto dello shock, dovrebbe essere sostituita da trasferimenti monetari mirati alle famiglie più vulnerabili". Conclusasi ieri - 26 maggio - la missione in Italia, il documento entra nel merito delle misure messe in campo dal governo per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, che secondo l’ente “dovrebbero essere neutrali rispetto al bilancio, temporanee, ben mirate e non smorzare l'incentivo a ridurre i consumi energetici". Il rapporto entra anche nel merito del bilanciamento tra le voci di spesa: "Qualsiasi nuova spesa, compresa quella per la difesa, dovrebbe essere interamente compensata per salvaguardare la sostenibilità fiscale", evidenzia il Fondo.Quanto alle previsioni di crescita, non si andrà oltre lo 0,5% di Pil reale - registrato nel 2025 - anche nel 2026 e 2027. "Si prevede che l'economia italiana continui a crescere a un ritmo moderato, appesantita da fattori esterni contrari e sfide strutturali". "Il consolidamento fiscale - viene sottolineato - ha continuato a progredire, "ma il debito pubblico rimane troppo elevato". Il deficit è sceso al 3,1% del Pil nel 2025. "Nonostante questi risultati, il debito pubblico è aumentato a circa il 137% del Pil alla fine del 2025, e la dinamica del debito resta vulnerabile a shock di crescita, tassi di interesse e fiducia". È proprio il debito a rallentare l’Italia in termini di resilienza e fiducia dei mercati.Nota di merito per la riforma fiscale, “che si è dimostrata efficace nel migliorare la conformità fiscale e la prosecuzione di questi sforzi, anche attraverso un uso intensificato degli strumenti digitali, sarà essenziale per una mobilitazione delle entrate duratura". Da eliminare invece la flat tax sui redditi da lavoro autonomo e da avviare l'aggiornamento dei valori immobiliari nel catasto “che amplierebbero la base imponibile, migliorerebbero l'equità e sosterrebbero gli sforzi di consolidamento. Infine, un ulteriore miglioramento della trasparenza di bilancio e del monitoraggio relativo al percorso di spesa netta previsto dal Piano fiscale e strutturale a medio termine rafforzerebbe la credibilità fiscale".Il rapporto descrive in ogni caso il sistema finanziario italiano come “resiliente, supportato da profitti record e da forti riserve di capitale e liquidità", precisando che "la salute del sistema bancario è supportata da profitti record, buona qualità del credito, capitale solido e ampia liquidità. Inoltre, gli stress test indicano che il sistema bancario può resistere a gravi shock avversi".