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Redazione Economia
Dal fondo automotive da 1,6 miliardi alla proroga del taglio delle accise, il ministro rilancia il sostegno a imprese e consumatori. Nel mirino la crisi dell’auto europea e l’impatto della guerra sui prezzi energetici
Il doppio binario scelto dal governo sul fronte automotive e carburanti racconta molto della strategia industriale che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sta cercando di portare avanti in una fase che lui stesso definisce di «emergenza». Da una parte la proroga del taglio delle accise su benzina e diesel, dall’altra il decreto da 1,6 miliardi destinato al fondo automotive, con incentivi per la filiera e per la ricerca sulle nuove tecnologie. Due misure apparentemente diverse, ma che in realtà si muovono lungo la stessa direttrice: proteggere il sistema industriale italiano mentre il settore auto europeo attraversa una delle sue transizioni più complicate.
Verso gli incentivi all’autoDal Festival dell’Economia di Trento, Urso ha ribadito che il decreto automotive – concordato con le associazioni di impresa già dal 30 gennaio e inviato al Ministero dell’Economia il 13 febbraio – sarebbe ormai alle battute finali dopo il via libera degli altri ministeri coinvolti. L’obiettivo dichiarato è sostenere non solo gli acquisti, ma anche la riconversione industriale e i progetti di ricerca sulle tecnologie del futuro. Un passaggio decisivo in un momento in cui la filiera italiana dell’auto vive una forte pressione tra calo della produzione, concorrenza asiatica e transizione elettrica.











