L'Editoriale

Mercoledì 27 Maggio 2026

ITALIA. La vicinanza con Giorgia Meloni da parte del presidente di Confindustria Emanuele Orsini e della dirigenza imprenditoriale è stata convintamente confermata nei due interventi ad apertura e chiusura della assemblea degli imprenditori, alla presenza del Capo dello Stato e di gran parte dei ministri.

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Il cuore dell’intervento di Orsini è stato l’attacco all’Unione europea, alla sua «burocrazia lunare» a cui ha rivolto un appello: «Fermatevi prima che l’Europa si trasformi in un deserto industriale». E tra gli applausi, è seguito l’elenco impietoso delle carte, delle direttive e dei regolamenti giunti solo nell’ultimo anno da Bruxelles proprio mentre si promette uno snellimento delle norme. Voleva essere, quello di Orsini, il primo assist all’intervento di Giorgia Meloni che naturalmente è stato raccolto. La premier ha portato una sola aggiunta-correzione al discorso di Orsini, quando ha detto che tutte le critiche che si fanno all’Unione e alla Commissione non sono dettate da uno spirito anti europeistico o euroscettico o sovranistico, ma dalla richiesta che l’Europa funzioni meglio, anzi che «faccia meno e lo faccia meglio», e che il suo motore sia costituito dalla politica e non dalla burocrazia o dall’ideologia. E qui è partito il consueto attacco alla stagione del Green Deal e del suo «ideologismo» che, secondo Meloni, mortifica la competitività delle imprese del continente. La premier ha rivendicato al suo governo di essersi messo di traverso per evitare che l’impostazione «green» di Bruxelles potesse «fare ancora più danni» e per questo ha accolto una richiesta imperativa di Orsini: non modificare ma abolire il sistema degli Ets (il mercato finanziario generato dai permessi di emissioni di carbonio che devono essere acquistati da chi ha una attività imprenditoriale non ecocompatibile, una misura nata sulla base del principio «chi inquina paga»). E se proprio non si riesce ad abolirli, ha chiesto Orsini, almeno li si sospenda subito per evitare che, in un momento di difficoltà come questo, il costo degli Ets gravi sulle imprese e di conseguenza sui consumatori e le famiglie.