Debito nostro, colpa loroIndustriali coraggiosi, quelli che hanno applaudito Meloni
È tornato il bersaglio dei tempi dell’opposizione. Con una citazione involontaria di Lenin, la presidente del Consiglio ha chiesto all’Europa di fare meno e di farlo meglio. Il tutto mentre l’Italia si appresta a diventare il primo paese Ue per passività statali e l’ultimo per crescita
AP/LaPresse
Nell’Italia che si avvia a diventare il primo paese dell’Unione europea per debito pubblico e l’ultimo per crescita, nonostante quasi duecento miliardi tra prestiti agevolati e contributi a fondo perduto elargiti al nostro paese dall’Europa con il Pnrr, ieri all’assemblea di Confindustria il presidente Emanuele Orsini se l’è presa proprio con Bruxelles e la sua burocrazia, per la gioia di Giorgia Meloni, che ovviamente ha subito fatto propria la stessa analisi.
Come ai tempi spensierati dell’opposizione, dal palco la nostra presidente del Consiglio ha chiesto all’Europa di fare meno e di farlo meglio (praticamente un’inconsapevole citazione di Lenin) per poi aggiungere, rivolta alla platea: «Siate coraggiosi e lo sarò anch’io». E gli industriali, coraggiosamente, l’hanno applaudita.












