«I ragazzi sognano di fare i designer ma le aziende hanno bisogno soprattutto di figure artigianali come i cucitori. È questo scarto ad alimentare il mismatch tra domanda e offerta nel settore della moda». A dirlo è Matteo Secoli, imprenditore e presidente - appena riconfermato - di Piattaforma Moda, ente del terzo settore che riunisce 20 istituzioni tra Afam e scuole professionalizzanti. La soluzione? «Lavorare sul piano della formazione per rendere più attrattive le mansioni artigianali ma anche convincere le aziende a valorizzarle».
Domanda. In quali condizioni si trova la formazione della moda?
Risposta. È un momento molto complesso, anche per noi. Da un lato, la filiera della moda è in difficoltà, e questo non aiuta. Dall’altro, le nostre sono istituzioni profondamente internazionali. Gli studenti arrivano da tutto il mondo. Le varie crisi geopolitiche provocano quindi incertezza rispetto alle iscrizioni.
D. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro colpisce anche la moda?
R. Sicuramente. Gli studenti hanno una percezione del settore non sempre completa. Spesso inseguono il sogno di diventare designer ma senza conoscere le reali opportunità della filiera. Le aziende, da parte loro, cercano giovani che oggi non ci sono più. E per noi, che siamo nel mezzo, questa sfasatura rende tutto più complicato.









