La moda non è solo creatività e frivolezza, ma un vero e proprio colosso della manifattura che, solo nel primo trimestre del 2026, conta più di 37mila imprese e quasi 200mila addetti
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Quando in Italia si sente la parola industria, la mente corre subito ai motori, al cemento o ai macchinari. Eppure, la vera industria italiana che conquista il mondo non è quella pesante, ma quella che sfila in passerella. Lo confermano i dati del Congresso internazionale Samab 2026: il sistema moda italiano ha registrato lo scorso anno un fatturato da 87,4 miliardi di euro, con il solo abbigliamento che vale 40 miliardi (di cui ben 27,3 di export).La moda non è solo creatività e frivolezza, ma un vero e proprio colosso della manifattura che, solo nel primo trimestre del 2026, conta più di 37mila imprese e quasi 200mila addetti. E il Made in Italy continua a conquistare ben oltre i nostri confini nazionali, con il sistema moda tricolore che si conferma uno dei migliori e più richiesti a livello europeo.
Oggi però, anche in questo settore, la sfida per mantenere la leadership mondiale non è più solo una questione di manualità, forbici e aghi, ma di chip e algoritmi. La digitalizzazione è un obbligo anche per i brand più artigiani. Ma le nuove tecnologie non servono per sostituire l'arte manuale e l'artigianalità che hanno fatto grande la storia della moda italiana, ma ad ampliarne il potenziale.














