Chi sogna di lavorare nel mondo della moda spesso si immagina il nuovo Martin Margiela, Matthew Blazy, Vivienne Westwood o John Galliano. La verità è che il Made in Italy è molto più sfaccettato di ciò che si è portati a pensare negli ultimi anni. In Italia la cultura della moda esiste e vive soprattutto fuori dalle grandi città, dove ci sono i negozi, gli showroom e parte degli uffici dei brand del lusso. Le collezioni prendono forma nelle aziende produttive italiane, nei laboratori, negli uffici prodotto, nei reparti di modelleria, negli archivi tessuti, nei luoghi in cui l’idea diventa materia.
È qui che lavorano figure meno glamour e in vista di quella del designer, ma decisive: modellisti, prototipisti, tecnici di prodotto, sarti, esperti di materiali. In Italia realtà di questo tipo esistono ancora, dalle più piccole aziende di provincia a quelle che hanno saputo trasformare un modello produttivo locale in un sistema internazionale. Senza perdere, però, il legame con il territorio e con una filiera concentrata, in alcuni casi, nel raggio di pochi chilometri. È il caso di Staff International, piattaforma produttiva e logistica del Gruppo OTB.
Come nasce un capo, dal bozzetto al negozio







