di
Luigi Ferrarella
Nel 2024, per polemizzare con una proposta di legge sul non arresto degli incensurati, il vice della Procura di Genova Pinto fece, senza nominarlo, l’esempio di un bancarottiere (che poi ha patteggiato 4 anni e mezzo). Ora il pm è stato sanzionato con la «censura»
Per la prima volta un pm è stato condannato in sede disciplinare dal Consiglio Superiore della Magistratura per aver violato in una intervista la presunzione di innocenza di un indagato (pur mai nominato), che aveva portato ad esempio della prospettata irrazionalità di una proposta di legge formulata da un parlamentare. La sanzione disciplinare della «censura» è stata inflitta martedì sera dal Csm al sostituto procuratore generale di Genova, Francesco Pinto, per l’intervista resa a «Il Fatto Quotidiano» il 9 agosto 2024 (quand’era procuratore aggiunto della Repubblica) dopo che la Camera l’8 agosto aveva votato un ordine del giorno recante l'impegno a riformare la custodia cautelare nel senso proposto da deputato Enrico Costa, e cioè a eliminare per la maggior parte dei casi la possibilità di arrestare gli incensurati per pericolo di reiterazione del reato (salvo che nei reati gravissimi).
Le frasi contestateLa riforma proposta dall’on. Costa - aveva detto Pinto, uno dei magistrati dell’inchiesta sfociata nel patteggiamento dell’ex presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - «è totalmente illogica e se diventasse legge avrebbe conseguenze devastanti. Presumere che un incensurato non sia pericoloso è qualcosa lontano mille miglia dalla realtà: i protagonisti della grande criminalità economica e della pubblica amministrazione sono quasi sempre incensurati. Faccio un esempio: a Genova abbiamo in corso un procedimento contro un soggetto accusato di una bancarotta fraudolenta di circa 300 milioni». A questo punto era stato il giornalista a interporre ai lettori il nome dell’imprenditore in questione («Gregorio Fogliani, ex patron del colosso dei buoni pasto Qui! Group»), frase dopo la quale Pinto aveva ripreso la propria osservazione: «Questa persona è formalmente incensurata ma ha ridotto sul lastrico un intero gruppo e rovinato decine di commercianti: un danno alla collettività diecimila volte superiore a quello che può arrecare uno spacciatore seriale pluripregiudicato».







