Un curioso, ed emblematico, caso in magistratura. Da anni il Consiglio superiore della magistratura ha aperto un procedimento per incompatibilità ambientale nei confronti di Fabio De Pasquale, che è stato condannato in primo e secondo grado per omissione di atti d'ufficio. Ma ormai se ne sono perse le tracce. La sua non è una storia banale. De Pasquale è un magistrato della Procura di Milano ed è noto per alcuni processi sin dagli anni Novanta. Nel 1992 è tra i pm che indagano Giorgio Strehler, direttore del Piccolo Teatro, accusato di truffa. Tanto eco mediatico, ma in realtà è un nulla di fatto dato che il regista verrà assolto nel 1995 da tutte le accuse. Pochi mesi dopo morirà.

L'anno seguente De Pasquale diventa uno dei protagonisti di Mani Pulite, indagando sul presidente dell'Eni Gabriele Cagliari. Già detenuto per altre inchieste, Cagliari riceve una nuova ordinanza di custodia cautelare richiesta proprio dal magistrato milanese. Dopo un interrogatorio nel quale si dichiara fiducioso di poter ottenere la scarcerazione, l’imprenditore rimane in carcere. Viene trovato morto a San Vittore con un sacchetto in testa il 20 luglio 1993.

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