Un anno dopo De Pasquale entra in un’altra vicenda drammatica della stagione di Mani Pulite: l’indagine sul presidente dell’Eni Gabriele Cagliari. Già detenuto per altre inchieste, Cagliari riceve una nuova ordinanza di custodia cautelare richiesta proprio dal magistrato milanese. Dopo un interrogatorio nel quale si dichiara fiducioso di poter ottenere la scarcerazione, l’imprenditore rimane in carcere. Il 20 luglio 1993 viene trovato morto a San Vittore con un sacchetto in testa. Il suicidio provoca un’ondata di polemiche, ispezioni ministeriali e procedimenti giudiziari che si concluderanno con archiviazioni. De Pasquale diventa uno dei pm più noti conducendo il processo Mediaset che porterà, nel 2013, alla condanna definitiva di Silvio Berlusconi per frode fiscale. Quella sentenza avrà effetti politici dirompenti: l’ex presidente del Consiglio perderà il seggio in Parlamento in virtù della Legge Severino.
Giustizia, l'inerzia del Csm sul pm De Pasquale: condannato ma resta al suo posto
Si sono perse le tracce del procedimento, aperto ormai da anni al Consiglio superiore della magistratura, per incompatibilità ambientale nei co...






