Come non sempre le ciambelle riescono, così non tutte le nuove automobili piacciono. Anche quando sono delle Ferrari. A Maranello si sono inventati di tutto per fare accettare ai clienti più affezionati e ai milioni di appassionati la prima vettura elettrica della storia. L’operazione, inutile girarci intorno, non è riuscita. A poco sono serviti, ad esempio, l’escamotage della presentazione in tre fasi, che pure ha generato curiosità e strategicamente spalmato le critiche, o la scelta di data e luogo per il disvelo completo: 25 maggio e Roma. Così da celebrare la vittoria di Franco Cortese – la prima in assoluto di una Ferrari – e sfruttare la quasi celebre frase: “Se eri abituato ai 4 e 6 cilindri, questo 12 cilindri sembra un motore elettrico. Gira molto facilmente” dopo aver tagliato il traguardo al circuito delle Terme di Caracalla. Tanto l’andamento del titolo in Borsa quanto i commenti sui social, ma anche in ufficio o al bar, sono un giudizio senza appello.Innanzitutto la Luce non suscita alcun effetto wow. Anzi, per chi scrive è proprio brutta; e non perché è lontanissima dagli stilemi Ferrari, sarebbe stata brutta anche con il marchio Lancia e un settimo del prezzo. A proposito, il listino partirebbe da 550 mila euro, un valore non del tutto fuori scala per una vettura di Maranello, ancorché non in serie limitata, ma alquanto discutibile per una vettura elettrica.Già perché da quando la malnata fu promessa da John Elkann, maggio del 2021, parlare e promettere elettrico significava essere premiati in Borsa. La Luce, infatti, è stata concepita proprio per questo. Ma da allora le cose sono piuttosto cambiate. Si è scoperto che le vetture elettriche non piacciono a chi per le auto spende tanto o tantissimo, gli schiaffoni presi da Porsche e il mancato entusiasmo per i giocattoloni da iper ricchi hanno rappresentato una severa lezione per tutti. Eppure – mentre i (quasi) concorrenti da Lamborghini ad Aston Martin, prima posticipavano e poi annullavano sogni elettrici, diventati incubi senza clienti – in Ferrari rallentavano leggermente ma indefessi procedevano al varo di una vettura che – lo ribadiamo – non impressiona, se non in negativo.E si fatica molto a capire come in Ferrari pensavano di aggirare il rischio livellatore della tecnologia elettrica. Facciamo un esempio europeo per capirci. La Luce avrebbe al massimo 1.050 CV, che non sono tanti per essere elettrici (e come tutti gli elettrici non sono neanche veri perché non possono essere erogati per un po’ di tempo in continuo), diciamo gli stessi della Bmw M3 che al posto del 6 cilindri – che ci sarà comunque su una nuova M3 vera – avrà quattro motori elettrici, come la Luce, ma non costerà certo ben più di mezzo milione di euro. Per inciso, una Ferrari che va meno di Bmw, per quanto M, fa accapponare la pelle. Per pietà non facciamo paragoni con auto cinesi, che nulla avrebbero da invidiare sul piano prestazionale.Per dovere di cronaca, va detto che tra le motivazioni addotte per giustificare la Luce ci sarebbero la ricerca di nuovi clienti e le flessioni, per tassazioni penalizzanti, delle vendite in Cina, Hong Kong e Taiwan. Ma davvero la Ferrari – che ha numeri e margini che nulla hanno a che fare con l’automotive – avrebbe bisogno di nuovi clienti o di fare discorsi sui volumi? Vogliamo “democratizzare” il mito a beneficio di nuovi ricchi?Perché si è minimizzata la mancata eccitazione per le vetture plug-in che hanno la colpa di avere una pesante batteria (poca cosa rispetto a quelle di una elettrica), per cui sono state introdotte garanzie ad hoc, mai neanche immaginate per endotermiche. Le Ferrari, specie le più costose, garantiscono il valore nel tempo, e si parla di decenni. Una vettura elettrica purtroppo questo non può farlo e dunque per la Luce – con gran costo – si è prevista la “facile” estrazione delle batterie così da poter beneficiare delle tecnologie future, che sicuramente verranno. Ma che oggi pare interessino molto poco. Specie se si ha l’ardire di rinunciare al pezzo migliore. Perché il guaio vero è che la Luce non ha un motore vero, un motore con cilindri, pistoni e, naturalmente, caratteristico rombo. La Ferrari è e sarà sempre più di tutto motore, non telaio, leggerezza o aerodinamica. E una Ferrari senza motore è come un orologio meccanico di gran marca e prezzo non meccanico: quanto vale? Senza contare che, in fondo, una Ferrari con il motore elettrico l’abbiamo guidata in tanti: da quelle delle gloriose piste alle radiocomandate, ma davvero c’è qualcuno che l’ha mai sognata senza un motore vero?
A Maranello hanno fatto di tutto, ma la Luce è un flop. Costi, estetica e nostalgia
La Ferrari è e sarà sempre più di tutto motore, non telaio, leggerezza o aerodinamica. Senza contare che una Ferrari con il motore elettrico l’abbiamo guidata in tanti: da quelle delle gloriose piste alle radiocomandate











