Notti in bianco col pargolo? Prima di tentare con l’ennesimo metodo per educare al sonno i bambini, meglio cambiare prospettiva: il sonno non è infatti un comportamento da correggere. Parola di Chiara Baiguini, educatrice del sonno gentile e oggi autrice di un libro che aiuta i genitori a far pace col momento della nanna

Diventare genitori, si sa, significa spesso fare i conti con lo spettro delle notti in bianco: dormire una notte intera diventa per molti un vero e proprio miraggio. Le conseguenze? Non così trascurabili. Non dormire infatti non è solo una fatica ma può diventare un problema che si insinua nella quotidianità, impatta sul lavoro, altera gli equilibri di coppia e, spesso, anche la fiducia in sé stessi. Rassegnarsi alla stanchezza non serve, meglio piuttosto esplorare la situazione da un altro punto di vista. Quale? A spiegarlo, nel nuovo libro ‘Nati per dormire’ (Vallardi) è Chiara Baiguini, educatrice del sonno gentile, Life & Family coach certificata e divulgatrice diventata un punto di riferimento in Italia su questo tema, con una community di oltre 170mila persone. «Le notti con un bambino piccolo possono farti sentire persa, stanca, a volte anche sbagliata. Questo libro nasce per dire ai genitori che non è così: non stanno sbagliando tutto, stanno solo cercando di capire qualcosa che nessuno ha mai spiegato davvero» spiega l’autrice. Il presupposto da cui il libro prende le mosse è semplice ma spesso ignorato: il sonno non è un comportamento da correggere, ma un processo da comprendere.