HomeSienaCronacaBuffet etnico all’Alberghiero Artusi. Il piatto principale è l’integrazioneL’iniziativa divulga le culture culinarie dei Paesi di provenienza dei ragazzi, alcuni con doppia nazionalità. Un progetto di accoglienza e di crescita personale caratterizzato da un lavoro di ricerca delle tradizioni.All’Istituto alberghiero Artusi di Chianciano Terme è tornata l’iniziativa del buffet etnico, nata per divulgare le culture culinarie dei Paesi di origine dei ragazziRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici L’integrazione passa anche dal cibo e dalla cucina, qualcosa che unisce e non conosce confini, in grado di rafforzare le amicizie, stimolare la curiosità e la cultura. All’Istituto alberghiero Artusi di Chianciano Terme è tornata l’iniziativa del buffet etnico, nata per divulgare le culture culinarie dei Paesi di provenienza degli studenti, alcuni dei quali hanno la doppia nazionalità. Un progetto che ha riguardato le classi seconde e che ha dato vita ad undici piatti diversi: dal "Mango float" delle Filippine (rappresentate anche dal "Sisig") ai sapori dell’Albania con l’antipasto "Byrek" o il dolce "Trilece". E poi la "Causa", una specialità della gastronomia peruviana, il "Cous Cous" del Marocco, Paese famoso anche per i "Ghouriba" (biscottini dolci), il "Nankhatai" del Bangladesh. E non è mancata la Francia con la famosa "Ratatouille", il dolce "Hindbaersnitter" della Danimarca, la torta di zucca tipica della Cina. Sono le ricette che hanno arricchito il buffet che è stato poi particolarmente apprezzato dai presenti anche grazie al servizio di accoglienza curato dagli studenti. La maggior parte delle creazioni sono state realizzate in coppia. Un progetto di accoglienza, integrazione e di crescita personale per tutti, caratterizzato da un lavoro di ricerca delle tradizioni culinarie, dalla teoria alla pratica, grazie anche al contributo delle insegnanti di cucina. Gli studenti, con il linguaggio della cucina, hanno avuto modo di esprimere il proprio talento. "Tutti i ragazzi del gruppo hanno lavorato sulle scelte – spiega la professoressa Elisabetta Barbanera che ha seguito il progetto – siamo partiti dalla ricetta tipica del proprio Paese scelta dallo studente, poi sono stati trovati gli ingredienti e, successivamente, c’è stata la realizzazione del piatto nel laboratorio di cucina". Importante è stato anche il contributo da parte dei docenti Isabella Bracciali, Barbara Tiezzi e Luigi Martino. Da sottolineare che, in occasione del menù etnico, è stata assegnata la borsa di studio (quest’anno due) in memoria di Paola Picchiotti, "un premio destinato a valorizzare l’impegno, la passione e il percorso di crescita dei ragazzi di recente arrivo nel nostro Paese", ha sottolineato la scuola (che abbraccia ben 21 nazionalità). Cucina ma non solo perché un’altra idea, sempre all’insegna dell’inclusione, è arrivata dalla musica con il brano rap "Lo stesso cielo" dell’ArtusiBand: "l’uguaglianza è il nostro canto, il nostro vero valore", è una frase della canzone che profuma di speranza e futuro.
Buffet etnico all’Alberghiero Artusi. Il piatto principale è l’integrazione
L’iniziativa divulga le culture culinarie dei Paesi di provenienza dei ragazzi, alcuni con doppia nazionalità. Un progetto di accoglienza e di crescita personale caratterizzato da un lavoro di ricerca delle tradizioni.








