Se davvero il Papa si fosse fatto aiutare dall’intelligenza artificiale come un laureando qualunque per scrivere l’enciclica Magnifica Humanitas sarebbe uno scandalo, o una beffa situazionista. Tanto più se l’enciclica è dedicata in buona parte alla denuncia dei rischi derivanti dall’intelligenza artificiale. Impossibile, dunque? Il dubbio che sia andata proprio così circola da ieri, quando alcuni utenti hanno setacciato l’enciclica di Leone XIV per mezzo dei software anti-plagio, addestrati a riconoscere l’origine algoritmica di un testo e, va detto, non sempre affidabili.
Daniel Filan, ad esempio, per verificare l’origine dell’enciclica ha usato Pangram, il miglior rilevatore di intelligenza artificiale in commercio, che a sentire i suoi autori vanta un rischio di «falsi positivi» quasi nullo. Secondo l’algoritmo, l’edizione italiana contiene ampi brani «AI-generated», che nel primo capitolo rappresenterebbero addirittura il 62% del contenuto. Le altre sezioni del testo oscillano tra il 18% del quinto capitolo e il 43% dell’introduzione e delle conclusioni. Daniel Filan non è un neofita. Lavora a Berkeley, in California, ed è un «collega» di Papa Leone. Figura infatti nello staff di Metr, un think tank dedicato a valutare il rischio delle decisioni automatiche assunte dai sistemi di intelligenza artificiale, più o meno gli stessi da cui mette in guardia il Pontefice. Filan ha spiegato il motivo di analizzare proprio l’edizione italiana: «Dato che il Vaticano è in Italia è ragionevole supporre che il testo originale sia stato scritto in italiano (probabilmente da persone diverse dal Papa)». Il dubbio adesso è che non fossero tutte «persone». Anche kartr, un altro utente di X.com ha passato l’enciclica attraverso il filtro dei rilevatori di IA: a suo dire, nel complesso il 47% dell’edizione italiana della Magnifica Humanitas risulta generata dalle macchine. Per verificare che non si tratti di un abbaglio, kartr ha sottoposto allo stesso esame altre encicliche del passato ricevendo la conferma che in quel caso il testo è interamente opera papale.










