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Addio a un altro santino della sinistra. Il caso Zapatero agita la politica spagnola mentre cresce la pressione sul governo di Pedro Sánchez. L'ex primo ministro socialista, accusato di traffico di influenze, comparirà in udienza di fronte ai magistrati il 17 e 18 giugno. José Luis Rodríguez Zapatero si difende e nega ogni addebito, ma l'effetto politico del caso rischia di scuotere il già fragile equilibrio dell'esecutivo di Madrid, indebolito da mesi di inchieste giudiziarie che hanno riguardato esponenti di primo piano del PSOE, nonché la moglie dello stesso Sánchez, Begoña Gómez, indagata per un presunto traffico di influenze illecite in un'inchiesta molto discussa e controversa.

Oggi un esponente di punta del Partito Socialista, il presidente della Castilla-La Mancha, Emiliano García-Page, ha chiesto a Sánchez di indire elezioni anticipate o di sottoporre l'esecutivo a un voto di fiducia del Parlamento. «Credo che questo sia il momento più critico per il PSOE in tutta la sua storia democratica. Ed è molto difficile per noi non essere profondamente preoccupati», ha detto García-Page. «Noi socialisti dobbiamo anteporre gli interessi della Spagna agli interessi del Partito Socialista» e «credo sinceramente che a questo punto prolungare l'agonia non possa più giovare».