Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio non mostrano vincitori netti a livello nazionale, ma il peso delle dinamiche locali e delle leadership personali. Ecco come si sono spostati i voti degli elettori in sei dei capoluoghi di Provincia al voto secondo i dati Opinio Rai. “La cosa più importante delle amministrative è il candidato”, spiega Livio Gigliuto dell’Istituto Piepoli.
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Le elezioni comunali di domenica 24 e lunedì 25 maggio non restituiscono una fotografia nitida di vincitori e vinti sul piano nazionale. A emergere è piuttosto una geografia elettorale segnata da dinamiche locali, leadership personali e dalla capacità dei candidati di intercettare consenso oltre i tradizionali confini degli schieramenti. "Non ci sono stati dei grandissimi spostamenti né delle rivoluzioni", osserva Livio Gigliuto, presidente dell'Istituto Piepoli, contattato da Fanpage.it.
Secondo i dati dei flussi elettorali, diffusi dal Consorzio Opinio Italia per Rai, in sei capoluoghi di provincia, ogni città rappresenta un caso a sé: alcuni candidati riescono a riconfermare il sostegno del proprio elettorato, mentre altri intercettano le istanze di aree politiche differenti. Dai flussi elettorali analizzati anche dall’Istituto Piepoli emerge così un elemento comune: nelle amministrative conta soprattutto il profilo del sindaco, "più di quanto non succeda alle regionali, in cui il voto è politico", commenta Gigliuto. Il caso scolastico di Venezia e l'impresa "semplice" di Venturini Proprio l'elezione a Venezia del candidato del centrodestra, Simone Venturini, è stata spinta dall'elettorato che per due volte ha portato alla vittoria dell'ex sindaco, Luigi Brugnaro. L'87% di chi aveva votato Brugnaro nel 2020, infatti, ha affidato la sua preferenza a Venturini. Un dato che non sorprende, dal momento che il neo eletto ha ricoperto per due mandati il ruolo di assessore alle Politiche della residenza e al Turismo; due deleghe sensibilissime per la città di Venezia. La vittoria di Venturini, nonostante abbia animato il dibattito politico nazionale, non deve sorprendere, secondo l'analista Gigliuto: "Quello che è il caso di cui più si parla, è in realtà il più scolastico, perché Venturini ha fatto la cosa più semplice che deve fare un erede di un'amministrazione uscente, cioè mantenere i propri voti".













