Milano, 26 Maggio 2026 – Scongiurato lo sciopero, per gli autotrasportatori rimangono comunque i molti problemi che attanagliano da tempo il settore. Oltre allo spettro del caro – carburante, infatti, a preoccupare gli operatori sono ad esempio i pagamenti che non rispettano sempre i tempi stabiliti che generano inevitabilmente una crisi di liquidità problemi che stanno caratterizzando la chiusura di molte imprese di trasporto.
In 10 anni perse 19 mila ditte. Situazione critica a Imperia, Roma e Ancona
Le difficoltà che gravano sul settore vengono da lontano. Negli ultimi dieci anni, ad esempio, lo stock complessivo delle imprese attive di autotrasporto presenti in Italia è diminuito di ben 19.241 unità. Se nel 2015 erano 86.590, nel 2025 sono scese a 67.349 (-22,2 per cento). A livello regionale le situazioni più critiche si sono verificate in Valle d’Aosta con una contrazione del 34,1 per cento (in valore assoluto pari a -29), nelle Marche del 33,4 (-1.062), nel Lazio del 32,5 (-2.238), in Friuli Venezia Giulia del 30,5 (-449) e in Sardegna del 30,2 (-722). Per contro, l’unica regione che può contare su un saldo positivo è il Trentino Alto Adige con il +12,1 per cento (+165). Sicuramente le crisi economiche6 che si sono succedute in questo periodo hanno contribuito in misura determinante a ridurre la platea delle imprese di questo settore. Senza contare che soprattutto nel Nord si è fatta sentire la concorrenza dei vettori stranieri, in particolare quelli provenienti dai paesi dell’Europa dell’est.













