Ok i bilanci, ma servono i big
1 mese a 6 €
Il prezzo del diesel è salito da un valore medio di 1,676 a 1,986 euro al litro
Non se la passa bene la nostra provincia che, nel periodo che va dal 2015 al 2025, si è persa per strada 483 imprese di autostrasporto, camion con i motori spenti sotto il peso del caro carburante, i pedaggi dell’autostrada che ogni anno salgono, le spese salate per le riparazioni e i pezzi di ricambio. Erano 700 nel 2015 le attività, spesso nate dal nulla, dipendenti che sono diventati imprenditori, il volante un’eredità passata di mano in mano, storie di famiglia. Sono crollate a 483, -217 aziende sparite. In percentuale siamo al meno 31%. Sì, la nostra provincia non se la passa bene nemmeno in questo ramo, 21ª nella classifica nazionale, ben al di sopra della media italiana dove il calo si ferma alla percentuale di -22,2% (da 86.590 a 67.349, motori spenti per 19.241 aziende). Il report è stato diffuso ieri dall’Ufficio studi Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese mestre) ed è stato redatto in base a dati camerali. La ricerca fa il punto su un aspetto cruciale soprattutto dell’ultimo periodo, quanto il caro gasolio è costato al settore. Un bel po’. Ai nostri Tir il boom dei prezzi del carburante è costato, a livello nazionale, 2,1 miliardi. Un settore, quello del trasporto su gomma, che ogni giorno di più è in affanno, lo stretto di Hormuz e quelle navi bloccate spettri di un incubo quotidiano per i camionisti. Venti di speranza. L’Esecutivo ha messo sul tavolo un pacchetto di misure per alleggerire i costi che gravano sul settore (dal caro carburanti agli oneri operativi). E così le associazioni datoriali hanno deciso di revocare il fermo dei Tir, che era previsto da domani a venerdì 29 maggio. Se l’incontro di ieri sera non fosse andato a buon fine, 740 mila mezzi pesanti sarebbero rimasti fermi nei piazzali. A quasi tre mesi dallo scoppio della guerra nel Golfo, il prezzo del diesel è salito da un valore medio di 1,676 a 1,986 euro al litro: un aumento del 18,5%. Nonostante il taglio di 20 centesimi sulle accise introdotto dal governo il 19 marzo, nelle prime dodici settimane di crisi, l’autotrasporto merci ha sostenuto un extra costo fortissimo. Non solo il pieno. Insomma, le tinte sono scure. "I dati non positivi – interviene Paolo Cirelli, segretario provinciale di Confartigianato – confermano che anche per questo comparto economico la nostra provincia sconta svantaggi competitivi che amplificano i fenomeni di cambiamento dell’intero sistema produttivo. Sul caro gasolio il governo per l’autotrasporto ha messo a disposizione 300 milioni, il rimborso delle accise entro 30 giorni e la possibilità di rateizzare le imposte. Misure di emergenza apprezzate. Gli straordinari investimenti realizzati e programmati sull’area portuale di Ravenna speriamo possano costituire l’occasione per una nuova politica di investimenti in potenziamento della viabilità, una visione nuova per le aree produttive della nostra privincia". Claudio Ballerini, 56 anni, è il presidente del Cti, Consorzio trasporti italfrigo di Copparo, una ventina di camion che macinano terreno sulla rete d’asfalto. "Non solo il carburante, i pedaggi, i costi delle riparazioni. Tanti i fattori che minano il settore", dice l’imprenditore della Cna. E così c’è chi lascia le chiavi nel quadro e chiude. "Noi no, resistiamo. Ancora". Mario Bovenzi












