Ultima chiamata al governo dal mondo dell'autotrasporto strangolato dall'impennata dei prezzi del carburante. L'appello è di Cna Fita Marche nel giorno in cui l'esecutivo incontra le associazioni di categoria per provare a scongiurare il fermo dei tir. "Se non arriveranno quei provvedimenti indispensabili per consentire la sopravvivenza delle nostre imprese, saremo costretti a fermarci per cinque giorni - avverte Luca Settimi, presidente di Cna Fita Marche -. I nostri camion resteranno nelle autorimesse, non consegneremo le merci ai supermercati e i disagi saranno enormi per tutti, anche nelle Marche". Gli autotrasportatori ricordano che il 23 febbraio il prezzo alla pompa del gasolio per autotrazione era di 1,70 euro al litro. Il prezzo medio di marzo è stato di 1,93 euro al litro (+13,85%) e quello di aprile è salito a 2,10 euro al litro (+23,80%). La richiesta è di stanziare subito 500 milioni per compensare l’impennata dei prezzi, la riduzione da 60 a 10 giorni del silenzio assenso per fruire del credito di imposta sulle accise, la sospensione temporanea dei versamenti contributivi e previdenziali, ma anche interventi per sostenere in modo strutturale il settore. Dopo i pescatori, dunque, anche i camionisti lanciano l'sos al governo a causa del balzo dei costi del carburante dovuto alla crisi in Medio Oriente e al blocco di Hormuz. Intanto il ministro Giorgetti ha annunciato una proroga del taglio delle accise fino alla prima settimana di giugno.