MESTRE - Sono 700-800 le imprese del settore dell’autotrasporto che potrebbero essere costrette a chiudere entro la fine di quest’anno. L'allarme arriva dalla Cgia di Mestre che sostiene che i Tir siano «in ginocchio» perché senza liquidità a seguito del caro pressi del gasolio.

«L’annuncio del fermo dell’autotrasporto, arrivato ieri, è solo l’ultimo campanello d’allarme di un settore in affanno, dove la protesta non è più episodica, ma il sintomo di una crisi profonda e persistente. E nei prossimi mesi, la situazione potrebbe addirittura peggiorare - sostiene l’Ufficio studi della Cgia -: un’impresa su cinque rischia di chiudere entro la fine dell’anno, schiacciata da una crisi di liquidità sempre più soffocante. Se il prezzo del diesel dovesse rimanere costantemente sopra i 2 euro al litro sino alla fine del 2026, non c’è speranza. Molti piccoli padroncini saranno costretti a gettare definitivamente la spugna».

«I numeri sono impietosi - afferma la Cgia -: a fronte di oltre 6.500 imprese del settore dell’autotrasporto presenti in Veneto, 700/800 di queste attività potrebbero essere costrette ad arrendersi entro la fine di quest’anno, lasciando i propri automezzi fermi nei piazzali, come carcasse silenziose di un settore in affanno. Non si tratta solo di camion che si fermano, ma di un intero sistema che rischia di implodere, con ripercussioni a catena sull’economia reale e sulla tenuta di tantissime di famiglie».