Il caro gasolio trascina verso la crisi le aziende del trasporto merci e quelle del noleggio dei bus turistici. Oggi a Milano si svolge un’assemblea straordinaria della sezione provinciale della Federazione autotrasportatori italiani (Fai) per la profonda preoccupazione portata dall’impennata fuori controllo del carburante. Per l’autotrasporto la situazione generata dalla grave crisi internazionale ha già raggiunto livelli di insostenibilità senza precedenti e le imprese di autotrasporto si trovano oggi a fronteggiare un aumento del costo del carburante che, per le realtà più virtuose — quelle che hanno investito in sicurezza e sostenibilità ambientale — arriva a toccare punte di +40 centesimi al litro.

Fai Milano avverte: senza interventi governativi rapidi e strutturali, la sospensione dei servizi di trasporto non sarà più un’ipotesi, ma una necessità inevitabile dovuta all’impossibilità di coprire i costi vivi d’esercizio «come è emerso – rileva Emmanuele Florio, segretario Fai Milano - dai primi contatti con le nostre aziende associate».

Stessa situazione per le imprese di noleggio di bus turistici. Questa volta a lanciare l’allarme è Riccardo Verona, presidente dell’Associazione nazionale bus turistici italiani aderente a Confcommercio, che spiega: «La situazione del comparto dei bus turistici ha ormai superato ogni livello di sostenibilità. L’andamento dei carburanti, dopo effimere riduzioni di prezzo, continua a peggiorare ora dopo ora, trascinando le imprese verso una crisi che rischia di diventare irreversibile. Lancio un appello forte, diretto e accorato a tutte le associazioni e categorie del turismo e dell’autotrasporto, sia merci che persone: siamo arrivati a un punto di non ritorno. Le imprese sono sfiduciate, demoralizzate, allo stremo. La situazione non accenna a migliorare, ma continua a peggiorare rendendo impossibile andare avanti. Serve un segnale immediato, concreto e non più rimandabile: senza interventi urgenti, per il nostro comparto non ci sarà un domani. È il momento di fare fronte comune perché la crisi è trasversale e colpisce tutti. Divisi non andremo da nessuna parte, uniti possiamo ancora difendere il futuro del settore».