Roma, 9 apr. (askanews) – Fissare per legge quanto incida il costo del gasolio sulla tariffa di trasporto, e adeguare settimanalmente la percentuale; finanziare in maniera congrua il credito di imposta per i trasportatori nel trimestre marzo-maggio 2026; istituire un Tavolo di confronto con i committenti per richiamarli al senso di responsabilità; promuovere un’iniziativa unitaria per riportare il ruolo dell’Autotrasporto al centro dell’attenzione, sia delle Istituzioni che della pubblica opinione. Sono le proposte che ha avanzato Assotir nel corso della conferenza stampa che si è appena conclusa nel corso della quale ha denunciato la duplice speculazione in atto: a quella sul gasolio, se ne è aggiunta infatti un’altra – ancora più scandalosa – che sta gonfiando i prezzi dei prodotti di consumo, con la falsa motivazione dell’aumento del costo del trasporto. Il quadro reale è ben diverso, ha denunciato l’Associazione, i vettori infatti sono schiacciati dagli aumenti del caro-gasolio senza poterne scaricare il peso sulle tariffe di trasporto, e quindi sui committenti, visto che hanno pochissima forza contrattuale e non possono contare su regole certe. “In simili condizioni, il settore non può reggere a lungo. E se si ferma l’Autotrasporto, si ferma il Paese”, ha ammonito in conferenza il Presidente Nazionale di ASSOTIR, Anna Vita Manigrasso.