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17 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 17:49

In arrivo il fermo dell’autotrasporto. Con il rischio di un blocco diffuso della logistica nazionale, in un contesto già reso instabile dalle tensioni energetiche globali. Unatras, il coordinamento che rappresenta circa l’80% delle 100mila imprese del settore, ha proclamato lo stop dei servizi: le modalità operative che saranno definite lunedì 20 aprile e comunicate alla Commissione di garanzia sugli scioperi. Il fermo dei mezzi pesanti può tradursi in uno choc a catena sull’intera filiera: dalla distribuzione delle merci alla produzione industriale, fino ai prezzi al consumo. La decisione, spiega il presidente Paolo Uggè, è “sofferta ma inevitabile”, a fronte della “inspiegabile insensibilità” da parte del governo. Alla base della protesta c’è il progressivo deterioramento della sostenibilità economica del settore, schiacciato tra aumento dei costi e compressione dei ricavi.

Il nodo principale resta il gasolio. Secondo le associazioni di categoria, il caro carburante ha determinato un aggravio fino a 40 centesimi al litro per le imprese: circa 20 centesimi derivano dalla mancata compensazione dei crediti fiscali prevista dalla normativa europea, altri 20 sono legati alle pressioni della committenza per una riduzione delle tariffe di trasporto. Un doppio effetto che erode i margini in modo significativo. “Il risultato è paradossale: le imprese che garantiscono la continuità operativa del Paese e la competitività del sistema economico vengono penalizzate da scelte difficilmente comprensibili. In queste condizioni non è più possibile andare avanti”, dice Uggè.