La data è fissata in rosso sul calendario: dal 25 al 29 maggio il popolo dei Tir lascerà i mezzi nelle autorimesse e incrocerà le braccia per protestare contro il caro gasolio che sta travolgendo la categoria. Unatras che raccoglie 10 sigle della categoria, da Confartigianato a Legacoop, ha comunicato ieri le date al Garante per gli scioperi. Ma nel comunicato che l'associazione ha fatto circolare ieri mattina emerge anche la dura condanna nei confronti della sigla Trasporto Unito, che proclamando il fermo dei servizi a partire da domenica scorsa «ha agito in modo unilaterale ignorando l'invito formale della Commissione di Garanzia sugli scioperi a revocare la propria iniziativa».
Morto un camionista a Caserta
Il fermo è stato poi revocato sulla scia di una tragedia, l'incidente in cui ha perso la vita un camionista 55enne investito da un'auto la notte di domenica mentre stava partecipando sulla A1, all'altezza dello svincolo di Caserta, alla protesta dei Tir. «Dall'alba abbiamo iniziato gradualmente a sospendere il fermo perché questa cosa ci ha sconvolto», ha spiegato il segretario generale dell'organizzazione Maurizio Longo. Ma intanto infuria la polemica. Con Unatras che si stringe al dolore della famiglia, ma rifiuta di sedersi allo stesso tavolo dell'associazione quando domani le sigle associative saranno ricevute al ministero dei Trasporti. Anche Assotir si unisce alla condanna e parla di «una sciagurata iniziativa che è stata lanciata con troppa leggerezza, in totale isolamento». La frattura si consuma mentre la crisi morde con le imprese piegate dall'impennata dei costi e il carburante che ha superato i 2 euro al litro. Il tema arriva sul tavolo del ministero di Porta Pia che in queste ore è a caccia di coperture finanziarie.












