VENETO - Il 2026 comincia in salita per il settore dell’autotrasporto veneto. A incidere, secondo uno studio della Cgia di Mestre, sono in particolare l’aumento del costo dei pedaggi autostradali (circa +1,5%) e quello del gasolio per autotrazione (+3,6%, che a loro volta hanno determinato un forte incremento dei costi fissi che le ditte devono sostenere. Il risultato? In regione negli ultimi dieci anni sono state perse duemila imprese. Le situazioni più gravi si registrano nelle province di Belluno, Treviso e Rovigo.
Secondo l'Ufficio studi di Cgia (l'Associazione artigiani e piccole imprese) pone anche lo sguardo in prospettiva: «Se il prezzo del diesel alla pompa rimarrà invariato per tutto quest’anno, i costi fissi delle attività potrebbero aumentare di diverse migliaia di euro, con un impatto particolarmente pesante sulle piccole imprese che praticamente non possono usufruire né di rimborsi sui pedaggi né di crediti di imposta per compensare l’incremento delle accise». Sempre per Cgia, ogni mezzo pesante impiegato in queste attività di dimensioni più contenute potrebbe subire un aumento medio annuo del costo per il solo acquisto del carburante, rispetto allo scorso 31 dicembre, di circa 2.000 euro, aggravando ulteriormente la pressione sui bilanci aziendali.







