Padroncini in ritirata, indagini giudiziarie e crisi geopolitiche accelerano il processo di concentrazione del settore. I grandi committenti si affidano ai colossi, mentre scoppia l’emergenza ricambio autisti. Domani vertice a Palazzo Chigi per scongiurare il fermo di 5 giorni
L’autotrasporto, convocato domani pomeriggio a Palazzo Chigi da Giorgia Meloni nel tentativo estremo di evitare un fermo di 5 giorni che porterebbe in Italia scaffali vuoti e grossi problemi nelle catene di produzione, in questi anni ha cambiato pelle. La miriade di padroncini, aziende con un camion e un camionista a gestione familiare, si è assottigliata sempre più lasciando spazio a colossi del calibro di Amazon, MSC o grandi corrieri come BRT, oramai nell’orbita del gruppo francese Geopost (controllato da La Poste), primo in assoluto in Italia per fatturato se si considerano le società con sede legale lungo la Penisola.













