Regista e interprete di No Good Men, pellicola d'apertura della Berlinale 2026, "un film sulle donne che è anche una lettera d’amore agli uomini buoni”. Rifugiata in Germania, racconta la brutalità del regime talebano, ma smonta chi narra del periodo precedente al 2021 come età d’oro della libertà

“I talebani non hanno inventato il patriarcato: lo hanno portato al livello massimo”. A dirlo è Shahrbanoo Sadat, regista e interprete di No Good Men, film d’apertura della Berlinale 2026 nato all’ombra del regime. In un momento storico in cui la voce delle artiste afghane è insieme fragile e necessaria, Sadat, che abbiamo incontrato a Roma, firma una commedia romantica che è anche un’opera libera, intima e profondamente politica.