La Berlinale 2026 apre stasera nel segno della politica e delle donne con l'anteprima mondiale fuori concorso di 'No Good Men', terzo lungometraggio della pluripremiata regista afghana Shahrbanoo Sadat.

La storia segue Naru (interpretata dalla stessa regista), l'unica cameraman donna di Kabul Tv, del tutto convinta che non ci siano uomini buoni in Afghanistan. Quando il reporter Qodrat (interpretato dall'autore di questa storia, Anwar Hashimi) la assume per un incarico poco prima del ritorno dei talebani, lei inizia a mettere in discussione questa convinzione. "Sì, è vero, oggi ci sono più uomini buoni che non approfittano dei privilegi che la società patriarcale offre loro e che, indipendentemente da tutto, continuano a sostenere le donne nella loro vita - dice oggi alla Berlinale la regista -. Il fatto è che oggi è estremamente difficile essere uomini buoni in una società patriarcale. Vengono maltrattati, derisi e la loro virilità viene messa in discussione. Io invece dico loro: vi vedo, vi ammiro e vi rispetto. Credo comunque che abbiamo bisogno di più uomini buoni nel mondo e soprattutto in Afghanistan". "Una delle cose 'positive' di una società patriarcale - sottolinea - è il fatto che rende le donne più forti. Quando vivevo a Kabul e incontravo casalinghe senza istruzione, donne che non avevano mai avuto la possibilità di andare a scuola, eppure erano così coraggiose e forti pensavo: 'Per favore, difendete voi i miei diritti'".