Difficile che Netanyahu accetti un nuovo equilibrio regionale

Michele Magno

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Donald Trump la definisce fase finale. In realtà, somiglia a una vera e propria ritirata. La guerra con l’Iran è stata gestita con i piedi dal presidente americano. Ora Washington sta negoziando una specie di “lettera di intenti” con Teheran per chiudere formalmente il conflitto e avviare “senza fretta” una tornata di colloqui sul programma nucleare iraniano e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Come ha scritto Robert Kagan su Atlantic, il significato politico dell’operazione è evidente: gli Stati Uniti stanno cercando un modo per uscire dalla crisi.

Le minacce di una ripresa delle ostilità militari si sono rivelate poco credibili. Dal canto suo, l’Iran si presenta al tavolo con le richieste di chi ritiene di avere il coltello dalla parte del manico: risarcimenti di guerra, nessun limite all’arricchimento dell’uranio, riconoscimento del controllo sullo Stretto e revoca delle sanzioni.