Da una parte una destra litigiosa e frastagliata, dall’altra un campo progressista mai così esteso e compatto: il Piemonte sorride al centrosinistra che conserva le due principali città al voto nell’area metropolitana di Torino (Moncalieri e Alpignano) e assalta il centrodestra in quelle che un tempo erano due roccaforti: Trecate, seconda città della provincia di Novara, e Valenza, nell’Alessandrino. L’alleanza tra FdI, Forza Italia e Lega si consola con Venaria Reale, dove tuttavia a prevalere è l’esperienza civica di un sindaco come Fabio Giulivi, apprezzato in modo trasversale anche dal gruppo dirigente avverso (almeno nei colloqui privati). Certo è difficile dare una lettura politica da una tornata amministrativa in cui nessun capoluogo di provincia era impegnato e in cui era impegnato solo il 5% dell’elettorato, ma un’indicazione – anche solo locale – è emersa. Di certo la scarsa affluenza ha premiato i partiti più strutturati e qui si è vista la capacità di mobilitazione del proprio elettorato che ancora conserva il Pd con i suoi campioni di preferenze locali.

Torino sceglie in continuità Altro elemento importante è la scelta in continuità degli elettori: è successo a Venaria con Giulivi, ad Alpignano con Steven Palmieri, ma anche a Moncalieri dove Lorenzo Mauro prende il testimone di Paolo Montagna dopo che quest’ultimo l’ha incoronato, affiancato e sostenuto fino al voto di domenica. Qui al Pd è toccato un complesso lavoro di ricucitura tra Montagna e il “suo” candidato sindaco, da una parte, e la componente del Pd a loro avversa, capeggiata dal parlamentare Mauro Laus e dalla consigliera regionale Laura Pompeo, che in una prima fase aveva ventilato la possibilità di una sua candidatura alle primarie, dall’altra. Il segretario dem Marcello Mazzù ha tessuto la sua tela ed è riuscito là dove hanno fallito i vertici del centrodestra locale alessandrino.