Altro che avanzata progressista nel voto delle Regionali. Anche Nando Pagnoncelli, in un sondaggio per il Corriere della Sera, certifica che il cosiddetto campo largo arranca lì dove sperava di vincere per dare una sorta di avviso di sfratto al governo Meloni. I risultati di Puglia, Campania, Toscana, Veneto e probabilmente la Calabria (le prime tre a favore del centrosinistra, le altre due verso il centrodestra) sono ritenuti sostanzialmente scontati. O quasi. Perché una cosa sono i sondaggi, un’altra le urne che possono riservare sorprese inattese. Per questo il voto delle Marche, in calendario per il 28 e 29 settembre, ha assunto una valenza nazionale. O meglio, i progressisti hanno impresso a questa consultazione una importanza politica che travalica i confini regionali. Contavano, forse, su una vittoria, seppur risicata. E così con un 4-2 in loro favore avrebbero potuto dire che il vento in Italia sta cambiando. Ma hanno fatto male i loro conti.