Roma, 25 mag. (askanews) – L’effetto referendum, se mai c’è stato, è finito. Il centrodestra tiene, conserva quanto aveva e in qualche caso, come a Reggio Calabria, avanza: restano alla coalizione che sostiene il governo Meloni le città che già governava e che il centrosinistra, anche con una presenza notevole di ‘big’ sul territorio, ha cercato di riconquistare. Ma non ce l’ha fatta e l’ultima tornata di elezioni amministrative, a cui è andato a votare il 60% degli aventi diritto, in calo del 5% rispetto a cinque anni fa, consegna una situazione in cui sostanzialmente si cristallizza lo status quo. Con tre eccezioni (nelle città sopra i 15mila abitanti): Arezzo, dove il centrosinistra riesce a strappare il ballottaggio – con il ruolo tutto da vedere di Azione che ha conquistato, con Marco Donati, un rilevantissimo 20% di voti – Reggio Calabria dove, con un ribaltone, l’amministrazione passa dal centrosinistra al centrodestra e Pistoia che, con Giovanni Capecchi sindaco, torna al campo progressista. E ci si interroga sul ruolo e sul peso elettorale delle candidature centriste, mentre Azione fa un ulteriore passo verso il centrodestra appoggiando, a Reggio Calabria come a Venezia, il candidato sindaco.
Comunali, ciao ciao referendum. Centrodestra tiene Venezia e prende Reggio. Chance centrosinistra ad Arezzo
Campo largo riconquista Pistoia e conferma Prato. Testa a testa a Macerara e Chieti










