Ancora non c’è una data. Ma all’ombra del Conero volano già botte da orbi, tra accuse, «consulenti» eccellenti e pure l’ex ct azzurro Roberto Mancini sceso in campo a sostegno di FdI. Perché stavolta le elezioni regionali nelle «pacifiche» Marche, storicamente non il crocevia degli equilibri politici nazionali, valgono quanto una Champions league. In autunno si voterà in cinque Regioni (Veneto, Toscana, Marche, Campania e Puglia). E il centrosinistra, in versione Campo largo, punta a vincere 4 a 1, prevedendo di lasciare al centrodestra solo il Veneto. Meloni & co. sono però convinti di poter centrare un 3 a 2, per contenere i danni. Ma per riuscirci dovranno appunto confermare il governatore Francesco Acquaroli, fedelissimo della premier, che nel 2020 strappò le Marche alla sinistra.