HomeEconomiaIl lavoro povero diventa sistema, emergenza nel terziario: oltre la metà degli occupati è precariaIl piano Uiltucs parte da tre assi: salari, stabilizzazione e rappresentanza. Si punta sulla piattaforma 25/50/100: minimo di 25 ore settimanali per il part time, maggiorazione del 50% per il lavoro domenicale e del 100% per quello festivoUn cameriere (foto di archivio)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 26 maggio 2026 – Il lavoro povero nel terziario non è più un’anomalia ai margini del mercato, ma il segnale di una frattura strutturale. Commercio, turismo e servizi rappresentano il principale serbatoio occupazionale del Paese, con quasi 5 milioni di lavoratrici e lavoratori, ma proprio in questi comparti si concentrano salari insufficienti, part time involontario, contratti discontinui, dumping e frammentazione contrattuale.
I numeri diffusi dalla Uiltucs al XIII congresso nazionale, “Vite che contano”, al Lingotto di Torino, fotografano una situazione particolarmente critica nel turismo. Oltre la metà degli occupati è precaria, quota che sale al 62,8% tra gli under 35. Più del 63% lavora part time, spesso non per scelta. Solo il 17,3% dei dipendenti può contare su un rapporto stabile e full time. Le retribuzioni medie annue si fermano poco sopra gli 11 mila euro e scendono a circa 6 mila euro per chi somma precarietà e part time. Nel Mezzogiorno, tra le lavoratrici, si resta sotto gli 8 mila euro annui.










