Verde urbano, consumi energetici, caldo e fotovoltaico: le mappe territoriali Istat raccontano un’Italia molto meno uniforme di quanto sembri
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Il verde che serveDove l’energia pesaIl Sud corre sul soleLa mappa
Ci sono città dove il verde lo vedi davvero: ci cammini dentro, ci porti il cane, ci passi sotto quando l’asfalto comincia a cuocere. E poi ci sono città dove il verde esiste nei conteggi, nelle planimetrie, nelle aree “presenti sul territorio comunale”, però quando esci alle tre del pomeriggio trovi marciapiedi senza ombra, fermate bollenti e alberelli giovani che fanno quello che possono, cioè poco. Il Rapporto Istat 2026, letto attraverso le sue mappe territoriali, dice questo senza bisogno di fare poesia: l’Italia urbana è più verde di prima in alcuni punti, più calda quasi ovunque, più elettrica, più diseguale.
Il primo numero sembra buono: nei capoluoghi italiani le aree verdi superano i 590 km², pari a 33,7 m² per abitante. Poi arriva la parte che interessa davvero chi vive in città: il verde aperto alla fruizione dei cittadini scende a 15,9 m² per abitante. Nel Nord-est si arriva al picco di 24,1 m², mentre tra i capoluoghi metropolitani spiccano Venezia con 33,8 m² per abitante, Firenze con 20,2, Torino con 20,1 e Bologna con 15,8. Nei capoluoghi metropolitani, però, la media resta più bassa: 13,6 m² per abitante, contro 18,4 degli altri capoluoghi di provincia. Eccola, la differenza tra il verde misurato e quello che ti salva la camminata.









