Emissioni in calo, città più calde, rinnovabili in crescita: la transizione italiana avanza, però resta piena di attriti concreti quotidiani

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Il verde dei contiLe città assorbono il colpoDove qualcosa si muove

Basta uscire in una città italiana in piena estate per capire che la parola “verde” ha bisogno di essere maneggiata con cautela. La trovi sui pannelli fotovoltaici che compaiono sui tetti, nei nuovi alberi messi a dimora lungo qualche viale, nei numeri delle rinnovabili che salgono. Poi attraversi una piazza senza ombra, senti l’asfalto che restituisce calore anche di sera, guardi i condizionatori accesi sui palazzi e il quadro diventa meno comodo. La sostenibilità in Italia somiglia proprio a questo: un movimento reale, misurabile, con segnali incoraggianti, attraversato però da consumi che risalgono, città sempre più esposte al caldo e settori economici che continuano a pesare parecchio sull’ambiente.

Il Rapporto Istat 2026 mette insieme questi pezzi senza farne una cartolina rassicurante. Sul piano ambientale, l’Italia mostra segnali positivi verso un sistema produttivo più efficiente, con una riduzione dei consumi energetici e delle emissioni negli ultimi anni, pur restando in ritardo rispetto ai principali Paesi dell’Unione europea. Nel 2024, a fronte di una crescita del Pil in volume dello 0,8%, l’economia italiana ha consumato lo 0,5% in meno di energia rispetto all’anno precedente e ha ridotto le emissioni climalteranti del 2,8%; nel 2023, con un Pil cresciuto dello 0,9%, il consumo di energia era sceso del 5%, le emissioni del 5,9% e il consumo materiale interno del 5,4%. Anche l’intensità delle emissioni migliora: da 221 a 199 tonnellate per milione di euro di Pil tra 2022 e 2024.