Roma, 17 nov. (askanews) – In Italia, quasi la metà dell’acqua immessa in rete viene dispersa (42,4%), la copertura artificiale del suolo raggiunge il 7,1% e la quota di energia rinnovabile nel mix nazionale resta stabile intorno al 20%, con le emissioni di gas serra che calano solo marginalmente. Secondo Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), “le strategie adottate non sono all’altezza della sfida ambientale. Occorre un salto di qualità nella governance, nella coerenza tra politiche settoriali e nelle scelte finanziarie. I costi dell’inazione che oggi pesano sull’economia e sulla società sono destinati ad aumentare, mentre si potrebbe investire sul ripristino della natura con effetti benefici sull’occupazione e la qualità della vita delle persone”.
La dimensione ambientale dello sviluppo sostenibile è al centro del terzo ASviS Live, intitolato “Biodiversità al lavoro: attuare la Legge Ue sul ripristino della natura e il deposito cauzionale (DRS)”, in programma alla CeoForLife Clubhouse di Roma. L’evento approfondisce i risultati del Rapporto ASviS 2025, che mette in luce i ritardi dell’Italia nel recepire e attuare gli impegni europei e internazionali, in particolare in materia di decarbonizzazione, adattamento climatico e tutela degli ecosistemi.






