In Italia, quasi la metà dell'acqua immessa in rete viene dispersa (42,4%), la copertura artificiale del suolo raggiunge il 7,1% e la quota di energia rinnovabile nel mix nazionale resta stabile intorno al 20%, con le emissioni di gas serra che calano solo marginalmente.
La dimensione ambientale dello sviluppo sostenibile è al centro dell'incontro odierno organizzato dall'ASviS "Biodiversità al lavoro: attuare la Legge Ue sul ripristino della natura e il deposito cauzionale (DRS).
"Le strategie adottate non sono all'altezza della sfida ambientale.
Occorre un salto di qualità nella governance, nella coerenza tra politiche settoriali e nelle scelte finanziarie", ha spiegato il direttore scientifico dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), Enrico Giovannini .
"È necessario - sottolinea Giovannini - che il Governo definisca un Piano integrato per la protezione e il ripristino della natura, collegando gli impegni internazionali, le raccomandazioni del Comitato per il capitale naturale e la programmazione di bilancio, per evitare che la tutela della biodiversità resti solo un enunciato di principio".






